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Il Genoa saluta Marassi tra emozioni e applausi nonostante il ko (1-2) col Milan. Un caloroso abbraccio a Malinovskyi
Il sipario sulla stagione casalinga del Genoa cala tra applausi, emozioni e una Gradinata Nord vestita a festa. A Marassi, davanti a 31.302 spettatori, il Milan passa 2-1, ma il risultato finisce quasi in secondo piano in una giornata che assume i contorni di un tributo collettivo alla squadra e al percorso compiuto nel 2025/26.
La scena se la prende la Nord, protagonista di una coreografia spettacolare per salutare l’ultima gara interna dell’anno. Ovazioni per Daniele De Rossi e per tutto il gruppo rossoblù, capace di centrare l’obiettivo stagionale con anticipo e di riconquistare il cuore della piazza. In tribuna anche il presidente Dan Șucu, presente per condividere l’ultimo appuntamento casalingo di una stagione che ha riportato entusiasmo e appartenenza.
Prima del fischio d’inizio spazio anche ai riconoscimenti: Ruslan Malinovskyi viene premiato dall’ACG con il “Grifone d’Oro”, simbolo dell’affetto dei tifosi. E nel giorno dell’anniversario della nascita di James Spensley, “u’ megö ingléize”, il padre fondatore del club, il Ferraris si stringe idealmente attorno alla propria storia.
In campo il Genoa parte forte, giocando una prima mezz’ora ad altissima intensità e mostrando trame di qualità. La prima occasione è proprio per Vitinha, servito da Malinovskyi: diagonale fuori di poco sopra la traversa. I rossoblù insistono, con Baldanzi che arriva in ritardo su un pallone invitante e ancora Malinovskyi che non trova la porta da buona posizione. Il Milan risponde con Gimenez e Nkunku, ma senza precisione.
La gara cambia nella ripresa. Un calcio di rigore trasformato da Nkunku spezza l’equilibrio e indirizza l’inerzia verso i rossoneri. Il Genoa prova a reagire, ma Vitinha spreca una buona chance davanti a Maignan e il Milan colpisce ancora con una conclusione potente di Akhateme per il raddoppio.
Nel finale il Ferraris torna a spingere. Ekhator sfiora il gol che avrebbe riaperto tutto, trovando però la risposta decisiva di Maignan. A riaccendere le speranze ci pensa Vasquez, che da due passi firma l’1-2. Nel recupero Bijlow tiene a galla i rossoblù sulle conclusioni di Bartesaghi, Rabiot e Pulisic, ma il triplice fischio di Sozza sancisce la vittoria milanista.
Resta comunque una chiusura carica di significato: a fine partita i bambini dei giocatori invadono il campo per festeggiare insieme ai genitori, mentre lo stadio applaude una squadra che, al di là di chi partirà e di chi resterà, ha saputo ricreare un legame forte con il popolo genoano.
Il Genoa chiude così la sua stagione interna a quota 41 punti, con un dato che racconta più di ogni altro la passione ritrovata: 626.932 presenze complessive stagionali tra abbonati e paganti. Intanto il club è già al lavoro per costruire l’organico del campionato 2026/27. A Lecce, nell’ultima trasferta, mancherà Vitinha, fermato dalla squalifica dopo l’ammonizione ricevuta in regime di diffida.
GENOA – MILAN 1-2
RETI: 51′ Nkunku (r), 81′ Athekhame, 87′ Vasquez
GENOA (4-3-2-1): Bijlow; Ellertsson, Marcandalli, Otoa, Vasquez; Malinovskyi, Amorim Frendrup; Baldanzi, Vitinha; Colombo. All. De Rossi
MILAN (3-5-2): Maignan; Tomori, Gabbia, Pavlovic; Athekame, Fofana, Jashari, Rabiot, Bartesaghi; Gimenez, Nkunku. All. Allegri
ARBITRO: Sozza.
foto da sito Genoa CFC