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Genova polo nazionale delle neuroscienze: i risultati del progetto Mnesys finanziato dal PNRR. Castanini “ per comprendere il cervelo umano”

By on Gennaio 31, 2026 0 49 Views

 

Genova si conferma uno dei principali poli nazionali delle neuroscienze grazie a Mnesys, il più grande partenariato italiano dedicato alla ricerca sul cervello e alla neuroriabilitazione, sostenuto con quasi 115 milioni di euro dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR).

I risultati del progetto sono stati presentati venerdì mattina a Palazzo Ducale, durante un evento che ha ribadito la necessità di trasformare l’eccellenza della ricerca neuroscientifica in applicazioni cliniche concrete, capaci di migliorare la qualità delle cure offerte ai pazienti.

Mnesys: numeri e rete della ricerca neuroscientifica

Il progetto Mnesys coinvolge oltre 800 ricercatori impegnati in circa 300 progetti di ricerca. La produzione scientifica ha già superato le 1.500 pubblicazioni su riviste internazionali, confermando l’impatto del programma nel panorama scientifico nazionale e internazionale.

Nato da un nucleo iniziale di 25 soci fondatori, il partenariato si è progressivamente ampliato fino a includere 90 partner tra università, ospedali, centri di ricerca e realtà private. Una rete che consente di affrontare in modo coordinato le patologie neurologiche e psichiatriche, oggi tra le principali sfide sanitarie e sociali.

Dalla psichiatria di precisione ai biomarcatori per Alzheimer e Parkinson

Le ricerche presentate evidenziano sviluppi significativi nella psichiatria di precisione e nella prevenzione precoce. Studi recenti indicano come specifici tratti del temperamento possano prevedere la risposta a nuovi farmaci antidepressivi, favorendo terapie personalizzate e un utilizzo più efficiente delle risorse sanitarie.

Particolare attenzione è rivolta anche all’età evolutiva, con evidenze che collegano alcune infezioni pediatriche a possibili alterazioni cellulari in età adulta. Sul fronte delle malattie neurodegenerative, l’individuazione di nuovi biomarcatori per Alzheimer e Parkinson potrebbe consentire una diagnosi anticipata di diversi anni rispetto alla comparsa dei sintomi clinici.

Medicina computazionale e “cervello digitale”

A completare il quadro, lo sviluppo della medicina computazionale introduce il concetto di “cervello digitale”: modelli virtuali del sistema nervoso capaci di simulare l’evoluzione delle patologie e valutare l’efficacia degli interventi terapeutici prima dell’applicazione clinica.

Le istituzioni: università e ricerca motore di sviluppo

La giornata si è aperta con i saluti istituzionali della ministra dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini, del rettore dell’Università di Genova Federico Delfino, del presidente della Regione Liguria Marco Bucci e della sindaca di Genova Silvia Salis, che hanno ribadito il valore strategico della ricerca neuroscientifica per il futuro della salute e dello sviluppo del Paese.  Tra i momenti più significativi, il videomessaggio del Premio Nobel per la Medicina 2013 Thomas C. Südhof, che ha sottolineato il ruolo centrale delle neuroscienze nella medicina contemporanea.

Il presidente di Mnesys Scarl, Enrico Castanini (foto sotto) , ha infine evidenziato il valore del lavoro di squadra che ha permesso al progetto di affermarsi a livello nazionale, integrando competenze che spaziano dalla medicina all’ingegneria, dalla robotica all’informatica, con l’obiettivo comune di comprendere il funzionamento del cervello umano.