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Genoa Udinese 0-2: Serata stregata, di quelle che restano incollate addosso. Una partita in cui la sfortuna non è solo un dettaglio, ma la vera protagonista.
Il Genoa entra in campo con la terza divisa — pantaloni rossi, maglia blu — mentre la Gradinata Nord accende lo stadio con una coreografia multi-scena fatta di bandiere e cartoncini. Il clima è quello delle grandi occasioni, e la squadra risponde subito: primo tempo dominato, 59,5% di possesso palla, ritmi indiavolati, Udinese schiacciata.
È un monologo rossoblù. Ma manca una sola cosa: il gol. Le occasioni si accumulano. Ellertsson calcia alto. Malinovskyi disegna una punizione perfetta che si stampa sulla traversa. Vitinha, da posizione ideale, manda a lato. Poi ancora: corner, mischia, pallone che danza sulla linea senza entrare. Colombo raccoglie un assist dell’ucraino e scarica una saetta: traversa piena. Un’altra. Un tentativo di Vitinha viene deviato sul fondo. Bijlow, dall’altra parte, è poco più che uno spettatore. All’intervallo è 0-0. Un risultato che non torna, che sa di ingiustizia. Doveva essere goleada, è parità.
Si riparte e sembra il preludio al lieto fine: guizzo di Messias, giocata di Colombo, rigore. Ma no. Check VAR, decisione ribaltata. Anche la sorte ci mette lo zampino.
E allora arriva la beffa. Prima vera occasione degli ospiti: cross di Zaniolo, stacco di Ekkelenkamp, difesa incerta e palla in rete. Uno a zero. Freddo, cinico, immeritato.
Il Genoa accusa il colpo, perde lucidità ma non smette di provarci. Ellertsson sfiora il pari con un inserimento perfetto. Norton-Cuffy accarezza il gol con un tiro a giro che Okoye disinnesca. Altre tre occasioni, almeno. Ma niente. È una di quelle notti in cui la porta sembra stregata.
Poi, al tramonto, il colpo finale: contropiede, Davis firma il raddoppio. Beffa sulla beffa.
Finisce così, davanti a 30.895 spettatori. Con i conti che non tornano, con la sensazione di aver dato tutto e raccolto nulla. Con la consapevolezza di aver visto uno dei migliori Genoa della stagione… e una delle sconfitte più amare. Molti falli e dure sgomitate da parte dei friulani che l’arbitro Collu ha lasciato correre così come una eventuale espulsione a Zaniolo (non vista ma c’è il VAR) che a gioco fermo nel primo tempo ha scaraventato a terra Ostigard così come un fallo del portiere friulano su Colombo che poteva essere da calcio di rigore.
Chiaro che così i conti non tornano e la classifica è sempre più bugiarda per i rossoblu. E quando non tornano così, la colpa ha un nome solo: sfortuna (o chiamatelo anche in un modo differente quando il vantaggio è per la squadra avversaria ).
Genoa (3-4-2-1): Bijlow; Marcandalli, Ostigard, Vasquez (cap.) (dal 39’ st Martin); Ellertsson, Frendrup (dal 39’ st Amorim), Malinovskyi, Norton Cuffy; Messias (dal 15’ st Baldanzi), Vitinha (dal 27’ st Ekuban); Colombo (dal 27’ st Ekhator).
A disposizione: Leali, Sommariva, Zatterstrom, Onana, Sabelli, Otoa, Masini. All. De Rossi
Udinese (3-5-2): Okoye; Kristensen, Kabasele, Solet; Ehizibue (dal 41’ st Bertola), Ekkelenkamp (dal 41’ st Miller), Karlstrom (cap.), Atta (dal 1’ st Piotrowski), Kamara (dal 38’ st Arizala); Zaniolo (dal 48’ st Zarraga), Davis.
A disposizione: Sava, Padelli, Gueye, Bayo, Mlacic. All Runjaic
Arbitro: Collu
foto del sito Genoa CFC