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Errori arbitrali e VAR nel calcio italiano: Arbitri non all’altezza o tecnologia usata male?
Negli ultimi tempi si discute sempre più spesso di errori arbitrali e dell’utilizzo del VAR nel calcio italiano. Decisioni considerate sbagliate finiscono per danneggiare alcune squadre e favorirne altre, mettendo in dubbio la preparazione dei direttori di gara e il senso stesso del sistema tecnologico introdotto per garantire maggiore equità.
Le parole dell’allenatore del Genoa, Daniele De Rossi (FOTO) nel post partita con il Napoli , partita persa per un rigore inesistente – «oggi è toccato a noi, domani al Napoli e poi ad altri … è difficile tornare indietro… un gioco che cambierà ed è un peccato» – fanno pensare che questi torti arbitrali siano diffusi e ciclici.
A questo si aggiunge per caso il pensiero di Gian Piero Gasperini che nella conferenza che ha tenuto oggi ha dichiarato ”Sono d’accordo con Daniele De Rossi, questo tipo di calcio non piace a noi allenatori e neanche al pubbico. E’ bruttissimo vedere partite con cartellini rossi e con rigori che il pubblico non vede. Simulazioni di giocatori etc ” …. E qui diciamo: perché la VAR non va a rivedere le eventuali simulazioni durante la settimana per ammonire e/o sospendere “i simulatori” ?
Da qui nasce una domanda inevitabile: ma a chi giovano davvero questi errori?
L’ombra del calcio scommesse
Il pensiero corre agli scandali del passato, come il calcio-scommesse degli anni ’80, ma anche a episodi più recenti. Nel 2025, a Reggio Calabria, un’inchiesta ha riguardato una presunta associazione capace di manipolare partite attraverso arbitri corrotti, con l’obiettivo di favorire scommesse truccate.
Secondo quanto emerso dalle note del comunicato di allora dei Carabinieri, il meccanismo prevedeva che l’arbitro orientasse il risultato verso il pronostico “over”, cioè il superamento di un determinato numero complessivo di gol nella partita. Per ottenere tale esito, il direttore di gara concedeva numerosi calci di rigore, spesso ritenuti inesistenti, oppure favoriva una delle due squadre – di norma quella con quote più alte – espellendo giocatori avversari senza reali motivazioni. Queste decisioni avevano un impatto determinante sull’epilogo delle gare, ben lontano dal corretto e leale svolgimento delle competizioni sportive. Proprio su risultati falsati gli altri membri dell’associazione scommettevano somme ingenti, ottenendo profitti elevati. A finanziare l’organizzazione, soprattutto per corrompere ulteriori arbitri, sarebbero stati due imprenditori toscani, padre e figlio, titolari di un’agenzia di scommesse a Sesto Fiorentino.
Tifoserie arrabbiate
I tifosi di Genova, della Liguria e di tutta Italia non sopportano queste ingiustizie, che colpiscono non solo le squadre ma anche milioni di appassionati che partecipano alle scommesse sportive in modo legale. Tutto ciò che, inspiegabilmente, continua ad accadere alimenta il dubbio che dietro decisioni arbitrali incoerenti o controverse possano nascondersi non soltanto errori umani o limiti tecnologici, ma anche interessi esterni.
Riflessione
In sintesi, la riflessione mette in discussione credibilità, trasparenza ed efficacia reale di arbitri e VAR nel calcio italiano, chiedendosi se gli errori siano semplicemente casuali oppure il segnale di problemi più profondi all’interno del sistema sportivo.